RICOSTRUIRE NOTRE-DAME: DI VETRO, IPERTECNOLOGICA; DI PLASTICA RICICLATA E LEGNO, ECOLOGICA; OPPURE “COM’ERA DOV’ERA”? TUTTO DIPENDE DALLA FORZA DEL SIMBOLO. CHE COSA RAPPRESENTA PER NOI QUELLA CATTEDRALE?

Con questo articolo vorrei inserirmi nel dibattito sulla ricostruzione della copertura e della guglia di Notre-Dame distrutte dopo l’incendio dello scorso aprile. Ricostruire ciò che è stato distrutto com’era dov’era o proporre qualcosa di nuovo di diverso?

Notre-Dame fino a prima dell’incendio del mese scorso era una chiesa gotica, costruita a partire dal 1160, modificata nei secoli più volte. In particolare alla fine del Settecento, durante la Rivoluzione francese fu spogliata di tutti i suoi simboli, che poi furono ripristinati con il restauro ottocentesco, culminato con la ricostruzione della flèche sulla crociera (la guglia più alta) nel 1860 in stile neo-gotico. Notre-Dame è in stile gotico abbiamo detto, ma è costruita ove sorgeva prima un tempio pagano, poi una basilica. Questa stratificazione storica è presente in tanti edifici di culto, come (per citare un esempio eclatante, bellissimo) il Duomo di Siracusa ove l’edificio barocco ingloba un tempio dorico, o come il tempio malatestiano di Rimini, con la sua veste Rinascimentale che si sovrappone alla chiesa gotica di San Francesco.

Immediatamente capiamo che non è semplice pensare ad una ricostruzione dell’originale, quando è tutta la storia dell’edificio a costituire un unicum originale sedimentatosi nel tempo. La prima domanda che dobbiamo porci prima di fare ipotesi di ricostruzione quindi è: cosa rappresenta oggi Notre Dame per la Francia e per il mondo intero?

Ricostruire Notre-Dame: di vetro, ipertecnologica; di plastica riciclata e legno, ecologica; oppure “com’era dov’era”? Tutto dipende dalla forza del simbolo. Che cosa rappresenta per noi quella cattedrale?

 

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