‘CASA’ È CIÒ CHE CUSTODISCE I NOSTRI SOGNI PIÙ INTIMI: PUÒ ESSERE UNA STANZA O IL CARRELLO DI UN BARBONE. DIALOGO CON L’ARCHITETTO MARIANI

Tutti abbiamo una ‘casa’. Tutti abbiamo bisogno di una ‘casa’. La casa è il luogo del ritorno – Ulisse – ma è anche quello della crescita, della partenza. La casa è un covo di memorie. La casa è il cuore. Per questo, forse, chi costruisce case è un po’ un filosofo, un po’ un artigiano, un po’ il cardiologo che mette ordine nei sentimenti del committente. Sulla questione, l’architetto Fabio Mariani, allievo del grande Emilio Ambasz, che opera a Rimini, ha costruito qua e là e ha un piede a Praga, ha scritto un libro anomalo, informale, poetico, La casa come ritratto (Meltemi, Milano 2018), che non è il solito saggio della solita archistar che si lagna sui mali del tempo. Mariani ha una qualità rara. Sa come divulgare temi ostici ai più – cioè a noi, esegeti del banale. E ha uno sguardo pienamente poetico...

‘Casa’ è ciò che custodisce i nostri sogni più intimi: può essere una stanza o il carrello di un barbone. Dialogo con l’architetto Mariani

 

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